Istituto di Formazione Professionale in Ambito Scientifico
L'Impedenza Bioelettrica (BIA) Tradizionale e Vettoriale (BIVA)
Nel 1950 un lavoro pionieristico del cardiologo americano Hans Nyboer (1950) mise per primo in evidenza le correlazioni tra segnale d’impedenza e volume conduttivo in relazione al flusso ematico. Dopo...
Nel 1950 un lavoro pionieristico del cardiologo americano Hans Nyboer (1950) mise per primo in evidenza le correlazioni tra segnale d’impedenza e volume conduttivo in relazione al flusso ematico. Dopo gli studi di Nyboer, le evidenze fornite dal Dott. Thomasset, medico francese, iniziarono a indirizzare la ricerca verso l’impiego dell’analisi di bioimpedenza (Bioelectric Impedance Analysis = BIA) nello studio dei fluidi corporei (Thomasset, 1962). La tecnica BIA, con metodo di rilevazione foot-to-hand, è stata introdotta per la prima volta dal Dott. Hoffer et al. (1969).
Da allora, grazie alle successive ricerche del Prof. Henry Lukaski e del Prof. Antonio Piccoli, le basi della BIA sono state chiaramente definite e, dagli anni ’90, è reperibile in commercio un’ampia varietà di analizzatori. Il concetto di impedenza generalizza la Legge di Ohm, estendendola ai circuiti funzionanti in regime sinusolidale; il principio su cui si fonda la BIA presuppone, infatti, che i tessuti dell’organismo si comportino come conduttori (fluidi), semiconduttori o dielettrici (osso e grasso) (Figura 80)
[caption id="attachment_3220" align="aligncenter" width="1232"] Figura 80 – Un circuito elettrico adattato a un modello biologico[/caption]
Modello a 5 Cilindri
Non essendo in realtà il corpo umano un conduttore isotropico di forma cilindrica, dove l’impedenza risulta essere direttamente proporzionale alla sua lunghezza e inversamente proporzionale alla sua area di sezione, esso può essere meglio rappresentato secondo il modello a 5 cilindri proposto da Kushner nel 1992 (Figura 81). [caption id="attachment_3223" align="aligncenter" width="1232"]Altri Parametri Misurabili
Oltre alla misura dell’impedenza (Z), gli altri parametri misurabili attraverso BIA includono i valori bioelettrici di resistenza (R), reattanza (Xc) e angolo di fase (Phase Angle = PhA). Secondo le basi teoriche delle proprietà bioelettriche, R rappresenta l’opposizione offerta dal corpo al flusso di una corrente elettrica alternata ed è inversamente correlata al contenuto di acqua ed elettroliti nei tessuti, mentre Xc, è correlata alle proprietà capacitive della membrana cellulare e alle variazioni che possono verificarsi a seconda della sua integrità, funzione e composizione (Baumgartner, Chumlea e Roche, 1988; Norman et al., 2012).PHA
Il PhA è attualmente un parametro molto utilizzato nel monitoraggio della composizione corporea e nello stato di forma fisica, in quanto riflette fedelmente il rapporto tra ICW/ECW. La relazione tra PhA e ICW/ECW ratio è riportata in diversi studi scientifici, nei quali vengono comparati i dati bioelettrici alle misure ottenute tramite tecniche di diluizione (Campa et al., 2020; Marini et al., 2020). Attualmente, esistono in commercio vari dispositivi che operano in multifrequenza oppure utilizzando una singola frequenza di solito pari a 50 kHz. Inoltre, questi device si basano su protocolli di misura e aspetti metodologici notevolmente diversi (Figura 82). [caption id="attachment_3450" align="aligncenter" width="1232"]Protocollo di Misura con Metodo Hand-To-Foot
Il protocollo di misura richiede che le analisi vengano svolte secondo procedure precise e standardizzate. Le condizioni richieste dai protocolli di valutazione richiedono un ambiente con una temperatura pari a 22° C e la corretta calibrazione dell’analizzatore, che deve essere testata prima di ogni sessione di misurazione. In aggiunta, il soggetto da misurare deve urinare entro 30 minuti prima del test, evitare di mangiare o bere nelle 4 ore precedenti, evitare di svolgere esercizio fisico nelle 12 ore antecedenti alla prova, astenersi dal consumo di alcool nelle 48 ore precedenti e di diuretici nei sette giorni prima del test. Durante la misurazione dell’impedenza il paziente è posizionato supino sul lettino da visita, con gli arti inferiori distanziati a 45° e gli arti superiori separati dal corpo con un angolo di 30° (Figura 85). Le misure sono rilevate sul lato destro del corpo e sulla pelle sana e pulita. [caption id="attachment_3219" align="aligncenter" width="1232"]Posizione degli Elettrodi
- Mano: l’elettrodo prossimale, nero, è posizionato sulla superficie dorsale del polso, a livello del processo stiloideo dell’ulna, mentre l’elettrodo iniettore è applicato in posizione distale, è di colore rosso ed è posizionato all’estremità distale del terzo metacarpo.
- Piede: l’elettrodo rivelatore (posizione prossimale, nero) è posizionato sulla superficie dorsale del piede, nel punto mediano dell’articolazione tibiotarsica, e l’iniettore (distale, rosso) alla base del secondo e terzo metatarso.
- La distanza tra gli elettrodi deve essere di almeno 5 cm.
